Qual'è il futuro del design?

Tra nomadismo, tecnologia e sistemi integrati.

Il design è da sempre al servizio della società. Il suo compito principale è quello di trovare soluzioni estetiche e funzionali a tutto ciò che viviamo. 

Per questo, oggi, periodo di cambiamenti epocali su tutti i fronti ci si interroga sempre di più sul suo futuro. 

Come sarà il design di domani? Come ci aspettiamo che sia?

Viviamo in una società liquida, in cui i confini si fanno sempre piu labili e le certezze delle generazioni passate sono evaporate. 

L' instabilità economica e lavorativa ci rende vulnerabili agli spostamenti. Questo fa si che la casa non sia più una sola e per tutta la vita, ma diverse anche contemporaneamente. 

Le nuove generazioni si spostano e condividono.

Hanno bisogno di arredi e oggetti multifunzionali, poco costosi da lasciare eventualmente ai prossimi inquilini, e modulari che in caso di trasloco diventano semplici da smontare,  rimontare ed adattare. In più meglio se assolvono diverse funzioni e sono capaci di adattarsi a diversi ambienti. Si ricercano nuove tipologie abitative, dalle case mobili alle social housing in cui ecologia, tecnologia e condivisione di servizi rispondono appieno ai bisogni attuali. 

Qui sopra Freedom, mobile home di Crippa Campeggio disegnata dagli architetti italiani Modular

Qui sopra Toy Loft a Los Angeles dove gli arredi modulari di Ikea sono stati combinati ed adattati in modo sorprendente dagli architetti CHA:COL.

Il design deve essere nomade, veloce, capace di intuire e anticipare le tendenze e rappresentare i bisogni attuali. 

La rapidità del design è oggi possibile grazie alle tecnologie presenti sul mercato. Le stampanti 3d sempre più precise, e i software sempre più specifici fanno si che un nuovo oggetto possa essere studiato, realizzato e immesso sul mercato in tempi brevi, e con una riduzione di costi notevoli, incoraggiando cosi le aziende del settore a innovare più facilmente e con minori rischi. 

Il guru del design Philippe Starck, paladino del design democratico, si è spinto ancora piu avanti teorizzando un futuro senza design.

Il design potrebbe addirittura scomparire inghiottito dai sistemi integrati. Starck spiega come il design abbia fino ad ora reso accettabili esteticamente gli oggetti di cui ci circondiamo. Nel futuro vivremo in case sempre piu piccole e tenderemo a liberarci degli oggetti, mantenendo l'indispensabile. La richiesta sarà quella di integrare luci, elettrodomestici, climatizzazione, e mobili all'interno delle pareti. Non ci sarà piu bisogno di pensare all'estetica dell'oggetto ma di dedicarsi solo alla sua funzione. 

Già nel presente la domotica sta cambiando il nostro modo di vivere. Con lo smartphone possiamo controllare da remoto la nostra casa, decidere quando azionare la lavatrice, aprire la porta, attivare o disattivare allarmi e luci. In questo caso il compito del design si traduce nel rendere interfacce e grafiche semplici ed intuitive. 

Qui sopra gli arredi del brand italiano Lago uno dei primi a concepire arredi integrati e tecnologici. Il tavolo integra i fornelli e assolve quindi alle due funzioni di cucina e convivialità. Con lo smartphone invece ci si può connettere con tutti quelli che hanno lo stesso tavolo e creare una community per scambiarsi ricette e inviti a cena.

Il design è mutevole come mutevole è la società in cui viviamo. Ci segue e ci anticipa. Il suo futuro sarà ciò che saremo.