Orti Urbani e Giardini Verticali

TRA Agricoltura condivisa e alimentazione sostenibile

CAMBIAMENTI CLIMATICI, SCARSITA' DI RISORSE, E INCREMENTO DEMOGRAFICO SONO TRE ASPETTI PROFONDAMENTE COLLEGATI CHE HANNO PORTATO GRAN PARTE DELLA POPOLAZIONE ODIERNA A RIFLETTERE SUL FUTURO SOPRATTUTTO PER QUELLO CHE CONCERNE IL MONDO DELL'AGRICOLTURA.

Modificando le abitudini alimentari, le tecniche di produzione e adottando pratiche sostenibili di coltivazione è possibile attuare cambiamenti che possono migliorare sensibilmente le condizioni di vita delle persone e consentire alla società di poter gestire meglio le risorse alimentari.

 

Oggi, in molte città, sono stati creati spazi pubblici in cui si possono coltivare prodotti agricoli destinati all’uso comune: si tratta degli orti urbani. Tutti i cittadini, comprese le associazioni e gli enti, possono richiedere al proprio comune di residenza la concessione di un piccolo appezzamento di terreno da coltivare; è sufficiente partecipare ad un bando pubblico.

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Orti Dipinti è l'orto sociale in pieno centro a Firenze

 

La realizzazione di questi spazi verdi non consiste soltanto in un progetto atto a sensibilizzare la popolazione su argomenti come l’alimentazione sana, l’agricoltura condivisa e il lavoro comunitario, bensì è utile anche per scopi educativi e terapeutici: esistono infatti anche orti didattici, all’interno dei quali vengono coltivate numerose varietà di piante che sono poi mostrate a bambini e ragazzi i quali, collaborando insieme nell’ambito dei progetti scolastici, potranno imparare moltissime cose riguardanti il mondo della biologia.

 

Gli orti sociali o terapeutici, costituiscono un tassello importante per la società odierna: il loro scopo è infatti quello di creare una vera e propria comunità; in questi luoghi si svolgono attività legate all’agricoltura rivolte a tutti i cittadini, la cui finalità è quella di favorire una migliore integrazione fra le persone attraverso la cooperazione.

 

A Bologna in via Gandusio l'Università di Bologna sperimenta l'orto comunitario su un tetto di 250 mq coltivato dagli inquilini e dal vicinato. Fa parte del progetto SustUbarnFood

Praticare queste attività è fondamentale per educare la società odierna ad adottare comportamenti sostenibili, sia per quanto riguarda la gestione delle risorse alimentari, sia per quello che concerne problematiche ancora più complesse, come ad esempio, il riscaldamento globale.

 

L’inquinamento atmosferico costituisce la minaccia più grande per la salubrità dell’ambiente che ci circonda: le emissioni nocive generate dagli impianti di riscaldamento, dalle autovetture e dalla termovalorizzazione dei rifiuti sono in crescita e ora, più che mai, è necessario attuare un cambiamento sensibile dello stile di vita, attuabile soltanto con una forte informazione e sensibilizzazione della società.

 

Per contrastare lo smog e l’inquinamento dell’aria provocato dai grandi complessi industriali, in molte città si è deciso di realizzare grandi spazi verdi, come giardini comuni e parchi. In questi luoghi, l’intera comunità è responsabile del mantenimento del verde e della sua cura generale.

 

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A Milano in Porta Nuova l'arch Stefano Boeri da vita al progetto Bosco Verticale. Si tratta di un modello di edificio residenziale sostenibile, composto da due torri residenziali di 110 e 76 metri di altezza, e ospita 800 alberi di 3, 6 o 9 metri.

 

 

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Le piante, come è noto, sono perfette per ridurre l’inquinamento atmosferico, in quanto assorbono grandi quantità di CO2 grazie al processo di fotosintesi clorofilliana. I vegetali, oltre ad assorbire anidride carbonica, riescono ad adattarsi ai livelli molto alti di carbonio presenti attualmente nell’aria, sviluppandosi più velocemente.

 

Inoltre, una presenza abbondante di verde all’interno delle città, contribuisce alla diminuzione della temperatura, rendendo lo spazio esterno più fresco.

 

Edifici e piante, sono due elementi perfettamente compatibili: le innovazioni tecnologiche e i nuovi metodi di costruzione hanno contribuito sempre di più alla realizzazione di infrastrutture “green-based”, grazie anche allo sviluppo dell’architettura ecosostenibile.

 

Le città del futuro sono costituite da edifici con tetti e pareti verdi: giardini verticali, orti a tetto, pareti verdi modulari, dette anche “living walls” e molte altre tipologie di installazioni, tutte improntate al miglioramento della condizione di vita di chi vive nelle grandi città inquinate.

 

La realizzazione di opere come i “green roof”, meglio conosciuti come “tetti verdi”, porta con sé numerosi vantaggi, come ad esempio, l’assorbimento delle sostanze nocive disperse nell’aria, la protezione degli edifici dagli agenti atmosferici e l’abbattimento dei costi energetici; non solo fiori ed arbusti, ma anche colture agricole: i cittadini hanno iniziato a creare veri e propri orti al di sopra degli edifici, per produrre alimenti in modo autonomo e a chilometro zero.

 

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One Centra Park a Sidney è il progetto di Jean Nouvelle. La torre più alta misura 130 metri.

Photo credits: Simon Wood.

Le pareti verdi, oltre ad essere utili per la riduzione dell’inquinamento, contribuiscono a regolare la temperatura interna degli edifici, garantendo un notevole risparmio energetico. Per questi progetti devono essere scelte specie vegetali specifiche, che abbiano una grande capacità di assorbimento di agenti chimici ed inquinanti e di polveri sottili e che siano di facile manutenzione.

 

Tra le piante più utilizzate vi sono l’Edera comune, la Fotinia , l’Aloe e la Dracena; si tratta essenzialmente di piante ornamentali, perfette per assorbire composti chimici volatili.

 

La grande “rivoluzione verde” che sta prendendo piede in questi anni è destinata a cambiare il futuro dell’umanità; i benefici sono immediati ed evidenti: miglioramento della qualità dell’aria, risparmio energetico, riduzione del calore dovuto al riscaldamento globale, alimentazione sostenibile, autoproduzione alimentare, impatto estetico migliorato e creazione di nuovi posti di lavoro.

 

Autrice: Denise Carulli